L’orientamento teorico di riferimento dello Psicoterapeuta è composto da un insieme di modelli teorici sul funzionamento della mente e sulla comprensione della psicopatologia, che guidano il lavoro del clinico.
La Psicoterapia di orientamento Psicoanalitico Relazionale è uno sviluppo contemporaneo della psicoanalisi classica freudiana, la prima forma di talking cure (cura attraverso la parola).
L’evoluzione delle teorie e delle tecniche psicoanalitiche ha consentito di adattare il trattamento (un tempo riservato solo ad alcune tipologie di persone con precise caratteristiche) a un ampio spettro di pazienti, afflitti da malesseri e disturbi psicologici di varia natura e gravità.
La Psicoanalisi ha assegnato un’importanza fondamentale al ruolo dell’inconscio nel funzionamento della psiche umana.
Oggi sappiamo che gran parte dell’attività mentale è inconscia
Le memorie e i processi psichici inconsci influenzano i nostri pensieri e sentimenti, le nostre emozioni e i nostri comportamenti. Spesso, determinano inconsapevolmente scelte e decisioni importanti in diverse sfere dell’esistenza (per esempio, nella scelta del partner sentimentale o di una professione), dando una direzione al nostro destino.
La mente inconscia si manifesta nei sogni, nelle fantasie ad occhi aperti, nel linguaggio del corpo e nelle azioni involontarie della vita quotidiana (lapsus, dimenticanze e sbadataggini).
L’interpretazione di questi elementi in terapia è molto utile
per svelare contenuti mentali altrimenti inaccessibili
Nello specifico, i modelli teorici relazionali sostengono che la personalità si forma principalmente sulla base delle esperienze vissute nelle relazioni con i caregivers, le figure di riferimento affettivo che si prendono cura del bambino.
La rete di relazioni umane in cui si cresce influenza lo sviluppo della mente, interagendo con i fattori di vulnerabilità biologica (genetica o costituzionale) dell’individuo e le caratteristiche della società e della cultura di appartenenza.
Gli effetti di un ambiente di crescita inadeguato o traumatico sul funzionamento della personalità si manifestano nei modi di pensare, sentire ed entrare in relazione con gli altri, messi in atto per lo più in maniera automatica e inconsapevole:
paura di amare o convinzione di non meritare l’amore;
eccessiva dipendenza e gelosia nei rapporti affettivi e paura di perdere le persone amate;
convincimento di non avere valore e sentimento di inferiorità rispetto agli altri;
mancanza di fiducia in sé stessi e sensazione di fallimento;
senso di vulnerabilità, insicurezza e percezione del mondo come eccessivamente pericoloso;
sospettosità esagerata nei confronti delle intenzioni delle persone e ritiro dalla vita sociale.
Le più ricorrenti esperienze negative e sfavorevoli vissute in famiglia, o in altri contesti educativi, possono essere suddivise per aree tematiche:
abbandono fisico o emotivo, trascuratezza (neglect) e carenza di affetto;
abusi e molestie sessuali, maltrattamenti e violenze fisiche e psicologiche;
esposizione a svalutazione e umiliazione, sovente associata a modelli ideali perfezionistici e aspettative estremamente elevate;
educazione troppo permissiva e indulgente o al contrario troppo rigida e autoritaria;
comportamenti iperprotettivi che inibiscono la possibilità di fare nuove esperienze;
patologie mediche o psichiatriche dei familiari.
In questo modello clinico,
la relazione con il terapeuta è un aspetto centrale della cura
Il clima di intimità emotiva che si crea nelle sedute psicoterapeutiche favorisce il dialogo, l’introspezione e il contatto profondo con le emozioni.
Smuove le energie vitali, libera dal dolore e apre a nuove prospettive ed esperienze di vita.



