La durata della psicoterapia dipende innanzitutto dagli obiettivi del lavoro terapeutico, che vengono definiti e condivisi col paziente all’inizio del trattamento.
Ciononostante, non è possibile stabilire con precisione un termine a priori, poiché diversi fattori interagiscono nel raggiungimento dei risultati.
I più rilevanti sono:
la gravità, la complessità e la cronicità del disturbo;
il conflitto tra la motivazione conscia e razionale a modificare la qualità della propria vita e le resistenze inconsce che si oppongono al cambiamento per ragioni di natura emotiva;
la difficoltà ad abbandonare schemi abituali e consolidati di pensare e agire;
la capacità di tollerare le emozioni sollecitate dal lavoro terapeutico;
la tendenza a minimizzare o negare il dolore mentale per il timore di non riuscire a sopportarlo.
Lo psicoterapeuta possiede l’adeguata e specifica formazione per guidare e sostenere il paziente al superamento di questi ostacoli, che rallentano in ogni caso il processo terapeutico, poiché bisogna procedere con tatto e gradualità.
Generalmente, gli effetti terapeutici a breve termine consistono in un’attenuazione della sintomatologia clinica e un potenziamento dei punti di forza della persona.
Per esempio, una riduzione dell’ansia e dei sentimenti depressivi; una diminuzione dell’intensità e della frequenza degli attacchi di panico; un aumento dell’autostima, del senso di padronanza di sé (il concetto di agency) e della capacità di raggiungere i propri obiettivi (il concetto di self-efficacy).
Tuttavia, per ottenere risultati più stabili nel tempo, oltre che un cambiamento profondo e consistente degli aspetti disfunzionali della personalità, è necessario solitamente un lavoro a lungo termine.
Nei casi più problematici, non necessariamente più gravi, o in presenza di disturbi complessi, gli approcci terapeutici di breve durata focalizzati esclusivamente sui sintomi e i comportamenti, anche se efficaci, comportano un rischio maggiore di ricadute o lo spostamento del disagio in altre aree di funzionamento.
Se motivati, è possibile intraprendere un percorso prolungato nel tempo anche in assenza di disturbi psicopatologici.
La psicoterapia diviene allora un cammino di crescita personale e un affascinante viaggio alla scoperta di parti di sé sovente inascoltate e potenzialità individuali sino ad allora inespresse.
La meta è un arricchimento della personalità e dell’esistenza.
La ricerca scientifica internazionale ha ampiamente evidenziato gli effetti benefici della psicoterapia che sembra produrre modificazioni biologiche a livello dell’espressione dei geni (studi nel campo dell’epigenetica) e del funzionamento del cervello (studi che utilizzano tecniche di neuroimaging).
La maggior parte delle persone riferisce
un miglioramento del proprio benessere psicologico
in seguito al trattamento
Nonostante ciò, in alcuni casi, la psicoterapia non conduce all’esito sperato.
Sarà compito del clinico valutare le cause che intralciano il processo terapeutico, informare il paziente e ricercare diverse strategie di intervento.



